La cultura del servizio offerto alla clientela è ciò che anima i titolari della Mobilferro di Sovico che da quasi mezzo secolo opera nel campo della lavorazione della lamiera sottile. La qualità certificata è il principale biglietto da visita di una realtà imprenditoriale in cui convivono sapienza artigianale e forte spirito innovativo come testimonia il sistema di taglio Optiplex Nexus 3015 Fiber di Mazak installato lo scorso anno.

Il nome Mobilferro non lascia certo dubbi sulla natura dell’attività di questa azienda di Sovico nella provincia di Monza e Brianza. Quanto meno non lascia dubbi sulle sue origini produttive visto che oggi, pur conservandone il nome, l’azienda brianzola si è trasformata negli anni in una vara e propria carpenteria conto terzi che ha fatto della Qualità certificata il proprio biglietto da visita. Lo raccontano Maurizio Di Bernardo e Fabio Savarino, rispettivamente direttore e responsabile qualità di Mobilferro, i quali ci spiegheranno come in azienda tutto ruoti attorno al termine Qualità, declinato in ogni suo aspetto: qualità del manufatto prodotto, qualità delle singole lavorazioni e qualità del servizio offerto alla clientela.

“La nostra azienda è nata facendo mobili metallici. Lo dice il nome stesso” afferma il signor Di Bernardo che poi prosegue: “Oggi, però, a eccezione di qualche armadio che continuiamo a produrre più per una questione affettiva – li faceva mio papà – che per una reale richiesta, ci siamo man mano spostati sul conto terzi per l’arredo negozio, da prima, per tutto ciò che concerne il mondo della lavorazione della lamiera sottile, successivamente”.

La cultura del servizio

“Per essere sinceri, già prima che iniziasse a calare l’attività legata agli arredi metallici – continua il suo racconto Di Bernardo – alcuni clienti avevano iniziato a sfruttare le nostre capacità, sia di conoscenza che come qualità produttive, per realizzare degli arredi per negozi. Attività che pian piano ha sempre più preso piede al punto che, nel momento in cui il mobile metallico ha iniziato a sparire, ci si era già trasformati in “terzisti” puri, quasi senza accorgerci. Oggi, infatti, Mobilferro sviluppa design industriale su prodotti che richiedono componenti in materiali diversi come acciaio, plastica e legno e spazia a 360° dal punto di vista settoriale anche se il medicale, inteso come macchine per diagnostica e arredamenti per ospedali, costituisce una voce importante del nostro fatturato. Gestiamo tutto il progetto a partire dalla semplice idea del cliente che poi sviluppiamo e realizziamo facendoci carico anche di tutti quegli aspetti del progetto, produttivi e di concetto, per cui magari non siamo attrezzati al nostro interno, ma che comunque seguiamo direttamente grazie a partner di comprovata affidabilità. L’unico referente è sempre e comunque Mobilferro che gestisce le commesse in toto assumendosi ogni onere e responsabilità sul prodotto finito. È il nostro valore aggiunto; tutto ciò richiede impegno ma allo stesso tempo ripaga degli sforzi fatti una volta che il cliente tocca con mano la qualità del nostro operato”.

I benefici della qualità

Già! Qualità! Questo è un termine molto importante per descrivere l’attività di Mobilferro che per alcuni clienti è garante della bontà del loro prodotto. Il rapporto di partnership istauratosi negli anni è, infatti, talmente consolidato e stretto che il prodotto realizzato viene confezionato in Mobilferro e spedito direttamente al cliente finale con il certificato di garanzia della qualità dell’azienda committente posto all’interno, senza alcuna verifica. “Sono pezzi di design d’arredo di alta gamma che realizziamo per alcuni clienti importanti che, ormai, ci considerano come il loro reparto produttivo interno” afferma Fabio Savarino. “Il nostro sistema di gestione della qualità certificato è, infatti, garanzia degli elevati standard qualitativi che gli assicuriamo nel tempo. Un nostro imperativo è sempre stato quello di ricercare la qualità in senso assoluto e dal 2002 abbiamo conseguito la certificazione UNI EN ISO 9001:2008 che nel marzo dello scorso anno abbiamo “aggiornato” alla UNI EN ISO 9001:2015. È stato un percorso per certi versi lungo e impegnativo ma in cui abbiamo creduto con lungimiranza e oggi ci sta ripagando”.

“All’epoca – subentra Di Bernardo – abbiamo deciso di intraprendere il cammino della certificazione qualità poiché stavamo crescendo forse troppo velocemente e sentivamo l’esigenza di darci un’organizzazione razionale della produzione secondo alcuni dettami che oggi ritroviamo, per certi versi, in quelli dell’Industria 4.0 di cui sentiamo tanto parlare. Il nostro modello organizzativo ci permette di avere ben in evidenza tutto ciò che accade in produzione; ogni ordine è seguito lungo tutto il suo iter produttivo creando così uno storico cui possiamo risalire qualora si verificassero delle problematiche sulla commessa. Diciamo che la nostra impostazione di base è simile a quella di un’odierna smart manufacturing anche se, di fatto, ancora non lo siamo”.

Una scelta mirata

Trattandosi di un terzista, la realtà produttiva di Mobilferro è, per sua natura, costituita da innumerevoli codici prodotto ma da quantitativi esigui da realizzare che vengono gestiti con estrema flessibilità mixando sapientemente una gestione per commessa, nel caso dei lavori non ripetitivi, e un’ottimizzazione dei nesting accorpando particolari di diversi ordini all’interno di uno stesso programma nel caso di quelle produzioni con una certa storicità.

In questo senso, l’acquisto dell’ultimo sistema di taglio laser Optiplex Nexus 3015 Fiber di Mazak sta dando un forte impulso: “nel limite del possibile, stiamo cercando di sfruttare al meglio le potenzialità della macchina e ottimizzarne al massimo l’uso accorpando più commesse all’interno dello stesso nesting. L’automazione per il carico/scarico delle lamiere ha dato un forte impulso sotto questo aspetto oltre che dal punto di vista della produttività” ha spiegato Di Bernando.

“Abbiamo acquistato il primo laser Mazak nel 1995” racconta ancora il signor Maurizio. “Era un sistema da 1.000 W di potenza con sorgente laser a CO2 che per le nostre esigenze si è rivelato ideale avendo lavorato un’infinità di ore di taglio senza mai un problema, manutenzione ordinaria a parte. Abbiamo aumentato la potenza del laser perché l’Optiplex Nexus 3015 Fiber ha una potenza di 3.000 W e ampliato il campo di lavoro trattandosi dell’ormai consolidato 1.500 x 3.000 mm (il precedente era 1.250 x 2.500 mm) automatizzandone il carico/scarico. La scelta di Mazak come costruttore non è mai stata in discussione, anche se, ovviamente, prima di decidere abbiamo scandagliato il mercato. Sono sincero nel dire che lo abbiamo fatto più per una questione di aggiornamento tecnologico che per la reale volontà di cambiare. L’esperienza avuta con il primo sistema è stata davvero positiva. È stato così con il primo Mazak ed è così anche per questo secondo sistema che, al momento, sta confermando tutte le aspettative sotto ogni aspetto: qualità del taglio, produttività (cresciuta anche grazie all’automazione), efficienza energetica e quindi consumi ridotti, competitività.


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