Il nickel è il materiale dell’anno: non esiste guerra commerciale o crisi economica che possa rallentare l’aumento del suo prezzo. Il massimo – fino ad ora – risale a fine agosto 2019, con il prezzo che ha superato i 18mila dollari per tonnellata. Questo record è guidato dai comunicati dell’Indonesia che conferma l’anticipo a dicembre del divieto di esportazione dei materiali grezzi.

Da inizio 2019 il costo del nickel è salito del 70%, in controtendenza rispetto ai agli altri materiali, i quali hanno ampiamente sofferto delle tensioni commerciali USA-Cina e del generale rallentamento dell’economia mondiale.

Bolla speculativa oppure corsa al nickel?

L’aumento del prezzo così rapido potrebbe in effetti sembrare dovuto ad una bolla speculativa: dai dati di Lme (London Metal Exchange) sembra infatti che esista un unico soggetto che attualmente controlla circa il 50-79% delle scorte totali della borsa.

Inoltre, si è scoperto che la Cina sta producendo acciaio inox a ritmi ben più alti del previsto, con la produzione del primo semestre 2019 salita a 14 milioni di tonnellate, registrando un +11%.

La London metal exchange, ovvero la borsa dei metalli, ha effettivamente visto le sue scorte ridursi: la quantità di nichel è dimezzata rispetto al 2017, raggiungendo i suoi minimi con 142.200 tonnellate.

L’Indonesia vuole limitare l’export di metalli grezzi

L’annuncio dell’Indonesia di voler impedire l’export di nickel e di altri metalli grezzi ha fatto scattare una corsa ai fondi.

Tale divieto sarebbe volto a trattenere maggiore valore aggiunto in Indonesia, così da trasformare il paese in un hub mondiale per la produzione di batterie. L’idea era già nata nel 2014, ma poi cancellato nel 2017. Avrebbe dovuto tornare in vigore nel 2022 ma Giakarta ha stabilito di non aspettare l’adeguamento del paese con la produzione di fonderie per velocizzare la sua corsa alla crescita.

Principali settori applicativi del nickel

Ad oggi, il primo mercato è l’industria siderurgica, in particolare quella dell’acciaio inox che, da sola, rappresenta il 70% dei consumi attuali.

La domanda però è destinata ad aumentare nel medio/lungo periodo concentrandosi sulle batterie per auto elettriche. Ad oggi solo il 4% (circa 2,4 milioni di tonnellate) della domanda totale è rappresentato dalle batterie; tuttavia, le previsioni indicano che sarà del 10% nel 2022, e 20% entro il 2030.


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