Salvagnini ha sviluppato la pressa piegatrice B3.ATA dotata di allestitori automatici per gli utensili superiori ed inferiori e della tecnologia MAC che la rendono unica, adattativa e totalmente autonoma, nell’ottica di un’ottimale efficienza di processo e allineata al concetto Salvagnini di Industria 4.0. B3.ATA è una pressa piegatrice 4.0 nativa, predisposta per una completa connessione con il sistema produttivo in cui è inserita e, al tempo stesso, monitorabile in maniera remota.

Si tratta di una piegatrice ad azionamento ibrido, che la rende una soluzione economica per quanto concerne i consumi, particolarmente ridotti. Questa piegatrice monta la nuovissima interfaccia utente iCON, frutto di un approfondita analisi di customer experience, per un’intuitiva, facile e immediata gestione della macchina e della produzione ed è equipaggiata con ATA, il dispositivo brevettato per l’allestimento automatico degli utensili superiori e inferiori. Mutuato dal principio di funzionamento dell’ABA delle pannellatrici Salvagnini, ATA azzera il riattrezzaggio della pressa piegatrice, cambia e regola cioè in automatico la lunghezza dell’utensile in circa 5 secondi, consentendo la produzione a kit anche con la pressa piegatrice.

La produzione a lotto unitario o a flusso veloce viene garantita anche grazie alla tecnologia adattiva MAC2.0, anch’essa mutuata dalla tecnologia proprietaria di pannellatura, che consente alla piegatrice B3 di lavorare qualunque materiale di qualsiasi spessore senza che l’operatore debba intervenire nella sua regolazione.

MAC2.0 include il nuovo sistema compatto di misurazione dell’angolo di piega AMS, che usa un sistema laser per misurazioni ancor più precise e che garantisce elevate performance di precisione e il sistema SCrowning che regola e compensa, real time, il valore di centinatura della pressa piegatrice in base al comportamento reale del materiale. Cosi, mentre SCrowning mantiene l’angolo costante per tutta la lunghezza di piega, AMS, misurando in un unico punto, permette di portare la piega all’angolo corretto. Grazie poi al nuovissimo TFC, il controllo in circuito chiuso delle deflessioni della struttura, viene garantita in maniera autonoma la consistenza di piega anche al variare di lunghezza e resistenza del materiale. Il tutto senza nessun intervento attivo dell’operatore.


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