In Tecno 3F.P., azienda terzista specializzata nella lavorazione lamiere, sono installate undici macchine Salvagnini tra sistemi di taglio laser a fibra, pannellatrici e presse piegatrici. La flessibilità produttiva che identifica tutti i modelli Salvagnini si è rivelata vincente per l’azienda che, di fatto, è un’Industria 4.0 a tutti gli effetti capace di gestire ogni anno un numero davvero elevato di commesse (nel 2017, sono state oltre 6.000).

Passione, esperienza e un pizzico di follia. Tutto questo (e molto altro) è Tecno 3F.P., terzista di Cherubine di Cerea, in provincia di Verona, specializzata nella lavorazione lamiere per conto terzi. Fondata agli inizi del 2008, sin da subito emerge rispetto alla concorrenza per la professionalità e il background tecnologico di alto livello, frutto della passione e dell’esperienza maturate dai quattro soci fondatori in diversi anni di attività svolta nei settori della meccanica, dell’elettronica e della carpenteria.

Oggi, dei quattro soci originari, ne sono rimasti solo due in azienda, i fratelli Faben: Matteo, amministratore della società, e Fabio. La ragione sociale è però rimasta invariata, a testimonianza di come – anche se lo sguardo è costantemente rivolto al futuro – non bisogna mai dimenticare da dove si è partiti. Entrambi i fratelli Faben sono convinti che la crescita di un’azienda avviene solo se sostenuta da un’importante politica di investimenti. Ed è esattamente ciò che fanno da sempre “io e mio fratello, anziché sentirci intimiditi dalla crisi abbiamo deciso di “cavalcarla” e di investire in un periodo in cui nessuno mai l’avrebbe fatto”.

Un terzista differente

Oltre a investire in nuove tecnologie, Tecno 3F.P. ha scelto di proporsi sul mercato in una veste completamente diversa rispetto agli altri terzisti, come spiega lo stesso Matteo Faben: “Non volevamo specializzarci solo nella lavorazione per conto terzi (taglio laser, punzonatura, pannellatura, piegatura e calandratura, saldatura e finitura, lavorazioni meccaniche, servizi), ma desideravamo andare oltre così da fornire un prodotto finito completo. In questo modo, abbiamo sollevato il nostro cliente da ogni tipo di onere, perché siamo noi a occuparci in prima persona della gestione di tutte le lavorazioni (sia quelle eseguite internamente sia quelle realizzate esternamente come la saldatura e i trattamenti termici).

Più che terzisti, ci piace definirci un partner produttivo a tutti gli effetti. Tra noi e i nostri clienti esiste infatti un rapporto di collaborazione vera e propria: il cliente viene da noi con un’idea e con un progetto già in mente. Prima di realizzarlo lo verifichiamo assieme a lui e lo miglioriamo insieme laddove è possibile ottimizzarne la fattibilità in officina e ridurne i costi in produzione. Solo a quel punto si passa alla produzione vera e propria”.

Una gestione degli ordini a commessa

Se in passato ogni terzista lavorava ragionando su lotti con un numero di pezzi variabile ma comunque di una certa importanza, con la crisi nessuno ha più voluto fare magazzino. In quest’ottica, Tecno 3F.P. ha scelto di specializzarsi nella gestione degli ordini a commessa. Ciò ha comportato la scelta di un certo tipo di tecnologie che permettono all’azienda di gestire con estrema flessibilità la produzione e con tempi di risposta davvero brevi numerose e differenti commesse composte da lotti minimi, formati spesso da singoli pezzi.

Oltre alla componente umana, per ottimizzare la gestione delle commesse è altresì importante la scelta del software gestionale. L’ERP adottato da Tecno 3F.P. garantisce un controllo costante dell’avanzamento della produzione, un concetto che si sposa perfettamente con la filosofia di Industria 4.0. “La nostra mentalità era già impostata da tempo verso un certo modello produttivo e gestionale. Diventare un terzista 4.0 non ha quindi richiesto grossi sforzi, così come la nostra esigenza di gestione a commessa si è facilmente sposata con la proposta tecnologica offerta da Salvagnini”.

Il rapporto tra Tecno 3F.P. e Salvagnini è di lunga data (la prima macchina Salvagnini introdotta in azienda risale al 2010). Da allora, Matteo Faben rinnova ogni anno il proprio parco macchine introducendo almeno un nuovo modello di macchina Salvagnini, laser, pannellatrice o piegatrice a secondo delle esigenze produttive del momento. Ricorda Matteo Faben: “La prima macchina Salvagnini acquistata rappresenta un vero e proprio reperto “storico”. Si tratta, infatti, del terzo sistema di taglio laser sviluppato da Salvagnini e introdotto sul mercato nel lontano 1996. Questo modello, che abbiamo acquistato nel 2010 dopo la revisione è tutt’oggi in attività. Agli inizi lavorava ininterrottamente, giorno e notte, ma dal 2012 – quando cioè abbiamo scelto di investire nel nuovo laser a fibra L3 – ha rallentato il ritmo e oggi viene utilizzato come “muletto” (ovvero, come macchina di riserva)”. Al sistema di taglio laser L3 è stato affiancato il sistema di taglio laser a fibra L5, arrivato in azienda l’anno scorso insieme alla pressa piegatrice B3 da 4.250 mm (forse una delle più grosse – da un punto di vista del tonnellaggio – installate in Tecno 3F.P.). In questo modo, la società ha potuto beneficiare degli incentivi di iperammortamento previsti dal Governo.

Nel parco macchine, spicca la pannellatrice

Oltre ai sistemi laser e alla piegatrice B3, Tecno 3F.P. adotta anche altre tecnologie Salvagnini come la pannellatrice P2Xe. “Conoscendo piuttosto bene le nostre esigenze produttive, è stata Salvagnini a consigliarci di investire in una pannellatrice P2Xe, che rappresenta la loro macchina d’élite”, ricorda Matteo Faben. “All’epoca, utilizzavamo già quattro o cinque presse piegatrici (sempre Salvagnini), ma da terzisti non avevo mai valutato la possibilità di acquistare una pannellatrice. Grazie alla consulenza di Salvagnini abbiamo dunque investito nella nostra prima pannellatrice, che rappresenta forse una delle macchine più flessibili che abbiamo. Grazie alla P2Xe, abbiamo modificato l’approccio a un certo tipo di lavorazione, merito anche dei ragguardevoli risultati raggiunti nell’ambito della piegatura e della programmazione. Su una pannellatrice è possibile realizzare pezzi che con una macchina di piegatura tradizionale non sarebbe possibile fare. Inoltre, è molto più veloce e permette di gestire anche le commesse singole”. Oltre ai plus decantati da Faben, l’impiego della pannellatrice P2Xe comporta ulteriori vantaggi, come ricorda Luca Paccagnella di Salvagnini: “Con le nostre pannellatrici stiamo andando a erodere terreno al mondo della piegatura a vantaggio della pannellatura. Una delle cose più difficili da trasferire ai terzisti – così come abbiamo fatto del resto con Tecno 3F.P. – è il grande vantaggio di utilizzare una pannellatrice nella produzione di lotti di 2 o 3 pezzi. Potendo contare su una gestione automatica (a differenza di una pressa piegatrice che richiede ancora l’intervento umano), l’avvicendarsi di un numero elevato e diversificato di commesse non ha impatti negativi su quello che è il ciclo di piegatura”.

Pannellatrice o piegatrice?

Con che criterio un terzista decide se una commessa va gestita su una pannellatrice o su una piegatrice? Matteo Faben risponde che, in realtà, non esiste una regola esatta ma “vanno fatte determinate considerazioni, come il carico della macchina e la sua disponibilità al momento di produrre. Al di là di ciò che si può preventivare, se la macchina inizialmente prescelta è impegnata in altre lavorazioni e la commessa può essere realizzata anche su un altro modello, la pannellatrice può rimpiazzare la piegatrice e viceversa.

Grazie al rapporto di fiducia esistente con i clienti, spesso interveniamo sui loro progetti e individuiamo insieme a loro la tecnologia più idonea a esaltare le qualità del prodotto da realizzare. Sovente ci è capitato, per esempio, di modificare con il cliente il progetto di alcune loro commesse in modo che avessero i requisiti necessari per essere lavorate su una pannellatrice anziché su una piegatrice. Così facendo, siamo riusciti a garantire una migliore qualità dei pezzi, costi inferiori di produzione e tempi di esecuzione ridotti. In linea di massima, più il pezzo da produrre è complesso e più si va in direzione della pannellatrice”.

La “rinascita” della piegatura

Dopo il laser e le pannellatrici, chiudiamo il cerchio parlando delle piegatrici Salvagnini, ennesima tecnologia utilizzata da Tecno 3F.P. e presente in azienda sin dai suoi esordi. Come sottolinea Matteo Faben “da allora, ogni anno abbiamo investito in una nuova piegatrice. All’appello ci manca solo il nuovo modello, che avvicina il mondo della piegatrice a quello della pannellatrice. La prima piegatrice introdotta in azienda risale al 2009-2010. Di anno in anno, le macchine hanno subito una grande evoluzione. Dal primo modello fino all’ultimo installato pochi mesi fa, c’è un abisso da un punto di vista della tecnologia, della funzionalità, della programmazione e della configurazione macchina. Ovviamente, tutti questi progressi vanno a impattare in maniera positiva sulla flessibilità produttiva del sistema di piegatura, cosa fondamentale per un terzista come noi.


LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here