Tra i diversi acciai da costruzione, possiamo trovare la lamiera decapata, vediamo quindi cos’è, quali sono le sue caratteristiche e applicazioni e capiamo come funziona il decapaggio.

Lamiera decapata: caratteristiche

La lamiera decapata presenta un colore grigio opaco con uno spessore che può partire da 1,5mm. Ciò che la rende particolarmente adatta a diverse applicazioni è il mix favorevole di sue specifiche caratteristiche; in particolare, si apprezza per la sua elevata durezza e le proprietà meccaniche, che rendono anche favorevole la lavorazione.

Inoltre, si può potenziare con un rivestimento metallico, che avviene sia per via elettrolitica che per immersione.

Nel caso di acquisto, la decapata deve presentare la certificazione UNI EN 10111 la quale definisce le caratteristiche “Condizioni tecniche di fornitura delle lamiere e nastri a basso tenore di carbonio laminati a caldo in continuo per formatura a freddo“.

Questo tipo di lamiera si adatta molto bene a molte lavorazioni a freddo, tra cui stampaggi e imbutiture.

I campi di applicazione

Date le sue caratteristiche, la lamiera decapata è adatta all’applicazione in diversi campi, come:

Cos’è il decapaggio?

Il decapaggio è un trattamento chimico che si effettua per eliminare gli strati superficiali di un materiale. Nel caso di lamiere metalliche, spesso serve per rimuovere strati superficiali di ossido o altri componenti che possano intaccarle.

Una volta effettuato il decapaggio, la superficie sarà porosa e adatta ad essere ricoperta da un altro metallo tramite saldatura; oppure, si adatta a rivestimenti protettivi antiruggine.

Per effettuare il decapaggio si seguono due processi: l’immersione in acido a temperatura elevata, oppure tramite elettrolisi. 

Naturalmente, dopo il trattamento di decapaggio la lamiera decapata dovrà per forza subire altre lavorazioni, e quelle principali sono appunto la verniciatura, cromatura, o passivazione.

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