martedì 11 Maggio 2021

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La macchina utensile è piena crescita

Il 2017 è stato un anno decisamente positivo per l’industria italiana della macchina utensile, robotica e automazione che ha registrato incrementi a doppia cifra per tutti gli indicatori economici se si esclude quello relativo all’export che, pure, è tornato a crescere dopo l’arretramento del 2016. Il 2018 sarà altrettanto positivo, confermando l’ottimo momento che sta vivendo il settore. Questo in sintesi quanto illustrato da Massimo Carboniero, presidente UCIMUSistemi per Produrre, nel corso della consueta conferenza stampa di fine anno.

Come emerge dai dati di preconsuntivo elaborati dal Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU, nel 2017, la produzione è cresciuta a 6.110 milioni di euro, segnando un incremento del 10,1% rispetto all’anno precedente. Si tratta del quarto anno consecutivo di crescita e, in valori assoluti, del nuovo record per l’industria italiana della macchina utensile.

Il risultato è stato determinato sia dall’ottima performance delle consegne dei costruttori italiani sul mercato interno, cresciute, del 16,1% a 2.670 milioni di euro, sia dal positivo andamento delle esportazioni cresciute, del 5,8%, a 3.440 milioni di euro.

Secondo l’elaborazione UCIMU sui dati ISTAT, nei primi nove mesi dell’anno (ultima rilevazione disponibile), principali paesi di destinazione del made in Italy di settore sono risultati: Cina 248 milioni di euro (+11,5%); Germania 245 milioni (-5,8%); Stati Uniti 226 milioni (-8,7%); Francia 157 milioni (-0,7%); Polonia 110 milioni (+22,2%).

In virtù di questi incrementi l’Italia rafforza il suo ruolo nel panorama internazionale della macchina utensile ove oggi è riconosciuta non solo per la competenza espressa dalle industrie di settore, misurata dai dati di produzione e export, ma anche per la vivacità della domanda i cui tassi di crescita sono paragonabili a quelli di economie emergenti.

In particolare, nel 2017, il consumo di macchine utensili, robot e automazione in Italia, è salito, del 13,8%, a 4.390 milioni di euro superando così il valore del mercato italiano pre-crisi quando aveva raggiunto il suo massimo storico (4.345 milioni di euro, dato 2007).

Il trend positivo proseguirà per tutto il 2018. Secondo UCIMU saliranno produzione a sfiorare i 6.500 milioni di euro (+6,2%), ed esportazioni a 3.600 milioni, il 4,7% in più rispetto all’anno precedente. Ma crescerà ancora anche il consumo che, atteso a 4.750 milioni di euro (+8,2%), trainerà sia le consegne dei costruttori italiani sul mercato domestico, che dovrebbero attestarsi a 2.890 milioni di euro (+8,2%), sia le importazioni che saliranno a 1.860 milioni (+8,1%). Il rapporto import su consumo rimarrà stabile al 39%.

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