È un momento decisamente positivo quello che vive il comparto dei beni strumentali in Italia, come emerso dall’Assemblea di Federmacchine – la Federazione che riunisce le associazioni dei produttori di beni strumentali e loro accessori – che si è tenuta lo scorso 17 luglio. Il fatturato 2017 dei comparti coinvolti si è attestato a 46,6 miliardi di euro, in aumento del 9,7% rispetto all’anno precedente: un risultato determinato principalmente dall’ottimo andamento delle consegne sul mercato interno dei beni strumentali. Nel 2017 sono anche tornate a crescere le esportazioni (+7,6%), mentre la percentuale di export sul fatturato (68%), in leggero calo rispetto allo scorso anno, è segnale tangibile della ripresa di vigore della domanda interna, anche grazie al Piano Industria 4.0. Principali mercati di sbocco sono, nell’ordine, Germania, USA, Cina, Francia e Spagna, tutti con percentuali in crescita su base annua.

Secondo il Gruppo Statistiche di Federmacchine, le previsioni per il 2018 parlano di un ulteriore aumento del fatturato (+5,8%) con un valore assoluto che potrebbe sfiorare i 50 miliardi. In crescita anche le altre voci principali.

In difesa del Piano Industria 4.0

“La ripresa del mercato interno dei beni strumentali dimostra che i provvedimenti di super e iperammortamento hanno funzionato e stanno tuttora funzionando – ha detto Sandro Salmoiraghi, presidente di Federmacchine – ma se vogliamo continuare a recitare un ruolo di primo piano nello scenario internazionale, non possiamo fermarci proprio ora. Per questo chiediamo di prolungare l’effettività delle misure di super e iperammortamento, magari rivedendo i coefficienti ma lasciando il tempo alle imprese di maturare le decisioni di acquisto di beni strumentali”.

Il presidente di Federmacchine ha parlato anche delle misure relative alla formazione: “A nostro avviso, il credito d’imposta al 40%, attualmente applicato al solo costo del lavoro del personale coinvolto nella formazione, dovrebbe essere esteso anche al costo dei corsi e dei formatori impiegati, che è poi la spesa più gravosa per le PMI”.

Opportunità ASEAN

La relazione del presidente di Federmacchine Salmoiraghi ha inoltre posto l’accento sull’importanza di un’Unione Europea forte e coesa e sulla necessità di un mercato libero aperto. Un concetto ribadito dall’ospite d’onore dell’Assemblea, l’ex premier Enrico Letta, intervenuto nella veste di presidente dell’Associazione Italia-ASEAN. “L’UE vive una fase di grande difficoltà e credo sia profondamente sbagliata l’idea che ci sarebbero più opportunità per le imprese fuori dall’Europa”, ha detto, prima di focalizzare l’attenzione sulle potenzialità dell’area ASEAN, che riunisce i paesi del Sud-Est Asiatico. “Tra 10 anni, anche per ragioni demografiche, l’ASEAN sarà la quarta potenza mondiale e le aziende italiane non possono restarne fuori. La nostra associazione – di cui fa parte anche UCIMU – si propone, appunto, di favorire la conoscenza e l’accesso delle imprese italiane, abbattendo le frontiere. Ci vuole uno sguardo lungo, ottimista, che guardi al fare”.


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