martedì 11 Maggio 2021

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Europa: luci e ombre nel settore acciai. E il fattore Cina?

Chi lo avrebbe mai detto? L’acciaio scarseggia, l’alluminio ha costi improponibili, aggettivo valido anche per le tempistiche di consegna, e persino la plastica non va benissimo (settore in buona parte sovrapponibile a quella dell’acciaio, come accade nella filiera automotive).

“Tra due mesi produzione a rischio”, diceva già a marzo Federmeccanica. Ma cosa sta succedendo?

Mancano prodotti piani e coils

Scarseggiano soprattutto prodotti piani, coils e lamiere, che non solo hanno un prezzo base più che raddoppiato – ormai circa a 800 euro per tonnellata in Europa – ma la cui reperibilità è sempre più problematica. Alcuni grandi produttori propongono ottobre come data di consegna, con incertezze sia sul prezzo che sui volumi.

Il mix letale è dunque costituito da scarsa reperibilità, prezzi alle stelle, tempi di attesa lunghissimi. A ciò si aggiunge spesso una scarsa qualità del prodotto.

Oltre all’automotive preoccupano anche il settore degli elettrodomestici e quello delle macchine utensili, una delle bandiere del «made in Italy» nel mondo.

Colpe o meriti? La ripartenza dell’automotive

La colpa, senza la pretesa di poter semplificare eccessivamente, non è proprio una colpa, ma quasi un merito. Tutto questo infatti è imputabile anzitutto alla ripartenza del settore automotive che alimenta buona parte della richiesta e lo fa quasi all’improvviso, dopo un periodo di apparente calma piatta.

Certo non va dimenticato che l’incertezza dei livelli di produzione della ex Illva, fornitore chiave di laminati per tutto il vecchio continente, pesa su tutta Europa; a questa si aggiunge la crisi del sistema della logistica, dei container e il rialzo ulteriore dei costi dovuto all’incidente del Canale di Suez.

La questione cinese

La novità viene forse dalla Cina che prima della crisi ci riforniva sia di alluminio che di acciaio, essendo riferimento di oltre metà della produzione mondiale di entrambi, e oggi invece ne diventa un importatore netto. Il quadro complessivo è fatto di luci e ombre, e questa non è una novità, ma ora è descritto anche da imprevedibili colpi di scena.

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Fonte: Sole 24 Ore

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