Dal taglio alla piegatura, concetti nipponici, ma capacità italiana

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Entrando nei capannoni della M.C.M di San Daniele del Friuli il colpo d’occhio è impressionante. Ciò che balza subito all’occhio è la distesa “rossonera” di macchine installate, tutte rigorosamente targate Amada, a testimoniare la scelta fatta, in origine, di sposare una filosofia costruttiva ben precisa e di seguirne il filone tecnologico evolutivo.

Superato lo stupore iniziale, ciò che colpisce è anche il livello d’automazione spinto ai massimi livelli delle macchine presenti in officina, dal taglio alla piegatura. Sembra di trovarsi in una delle tradizionali open house organizzata nello show room Amada, ma in realtà siamo in un’azienda in piena attività produttiva che ha deciso di aprire le proprie porte per celebrare al meglio il suo venticinquesimo anno di attività e mostrare con orgoglio l’ultimo investimento fatto, ovvero il sistema di piegatura automatico per lotti complessi Amada HG 1003 ARs con cui, per il momento, sembrerebbe “aver chiuso il cerchio” del percorso tecnologico fin qui compiuto. Un cammino lungo 25 anni che Luca e Andrea Buttazzoni, rispettivamente Presidente e Amministratore di M.C.M. ci hanno raccontato insieme a Maurizio Muzio, Amministratore Delegato di Amada Italia.

L’habitat naturale per l’innovazione tecnologica

“Storicamente siamo stati disponibili a investire nelle nuove tecnologie e a “testare” sul campo le novità che via via Amada proponeva” racconta Andrea Buttazzoni; “penso soprattutto all’automazione spinta dei processi sia di taglio che di piegatura che è stata la vera chiave di svolta per la nostra attività. Negli ultimi sette anni abbiamo adottato macchine importanti che hanno radicalmente cambiato la nostra produzione e la cella di piegatura HG 1003 ARs è solo l’ultima di una lunga serie. Sono macchine per certi versi rivoluzionarie cui, però, occorre dedicare molta attenzione e risorse per imparare a usarle al meglio; ammetto che finora abbiamo fatto scelte così spinte perché possiamo contare sul personale adatto per farlo”.

“I fratelli Buttazzoni hanno potuto intraprendere questo percorso, fatto di innovazione tecnologica e automazione perché hanno creato le basi affinché tutto ciò attecchisse e potesse rendere al meglio” afferma Maurizio Muzio, AD di Amada Italia che poi prosegue: “Negli anni ho visitato moltissime aziende e posso dire che un ambiente dinamico e ricettivo come quello che si percepisce in M.C.M., a qualsiasi livello, non è così facile da trovare. È come se qui ci fosse l’habitat naturale per l’applicazione dei più innovativi concetti di automazione applicati al taglio e alla piegatura lamiera”.

Folgorati sulla via per Isehara

L’officina M.C.M. è, a tutti gli effetti, la messa in pratica dei concetti più evoluti di Factory Automation secondo il credo Amada. “Agli inizi – racconta Luca Buttazzoni, Presidente della società – anche noi abbiamo scandagliato il mercato e scelto quello che ritenevamo più conveniente a livello economico e opportuno per il nostro lavoro. Crescendo, però, abbiamo toccato con mano quanto sia vantaggioso poter contare su un costruttore in grado di coprire, a 360°, tutte le tue esigenze produttive. È fondamentale poter scegliere un’innovativa cella di piegatura con la consapevolezza che anch’essa, in breve tempo, sarà armonizzata nella tua realtà grazie al nostro lavoro e a quello dei tecnici Amada che per noi è la “soluzione”. Qui tutto parla la stessa lingua – in taglio, in punzonatura e in piegatura – e tutti suonano la stessa sinfonia”.

L’attuale organizzazione produttiva di M.C.M. trae forte spunto dall’assetto di molte realtà subfornitrici nipponiche di lavorazione lamiera visitate in occasione di un Japan Tour Amada cui i fratelli Buttazzoni hanno partecipato. “Per noi è stata un’esperienza illuminante – afferma il signor Luca – perché abbiamo visto con i nostri occhi quello che avremmo dovuto fare per la nostra attività. Vedere delle aziende come la nostra, sia come tipologia di lavoro che come dimensioni, aver scelto la strada dell’automazione per essere efficienti e flessibili in un mercato sempre più frammentato e frazionato ci ha aperto gli occhi. In Gippone non ho visto più di 20 pezzi uguali su un bancale e allora ho voluto andare a fondo della questione e capire come facessero a sfruttare l’automazione con così pochi pezzi da produrre per lotto.
Abbiamo quindi iniziato questo cammino evolutivo consapevoli di aver scelto, in Amada, il partner giusto”.

Quanta flessibilità ed efficienza al cambio di lotto

Tralasciano per una volta il discoro del taglio laser, concentriamo l’attenzione sul reparto di piegatura dell’azienda in cui spiccano sia l’ultimo impianto arrivato (HG 1003 ARs) sia la piegatrice idrida con cambio utensili automatico HD-ATC, considerata il passaggio intermedio obbligato prima di arrivare alla cella di piegatura robotizzata più complessa. Ciò offre degli spunti interessanti, soprattutto legate alle ragioni che hanno portato i fratelli Buttazzoni a scegliere per la seconda volta la stessa macchina anche se, in questo caso, integrata e contestualizzata nella cella di piegatura ARs. Questo sistema – in cui carico/scarico e piegatura dei pezzi sono gestiti da un robot a 6 assi scorrevole su rotaia in grado di eseguire tutti i movimenti – è, infatti, basato sulla comprovata flessibilità ed efficacia delle piegatrici HD-ATC che Amada ha progettato per fornire la soluzione ideale nel caso di lotti di dimensioni variabili con allestimenti utensili complessi che, in virtù dei continui cambi di prodotto, richiederebbero ingenti perdite di tempo dovuti ai contini riattrezzaggi. Il cambio utensili automatico ATC (Automatic Tool Changer) è in grado caricare anche i più complessi layout utensili entro un tempo di setup massimo di tre minuti, e questo indipendentemente dal grado di preparazione dell’operatore. Nel caso specifico della piegatrice HD 1003, l’ATC consta di 15 utensili superiori e 18 matrici che vengono prelavati dal magazzino da una coppia di manipolatori a quattro assi e posizionati in macchina evitando le tipiche tempistiche del cambio utensili convenzionale. Un algoritmo intelligente assicura, infatti, il miglior tempo di setup e la movimentazione indipendente dei manipolatori.

“Ormai le campionatura sono all’ordine del giorno e per questo tipo di esigenza la piegatrice HD-ATC con il cambio utensili automatizzato è la soluzione più adatta, pur trattandosi di una macchina stand alone con l’operatore” spiega Luca Buttazzoni. “Con questa macchina abbiamo praticamente abbattuto i tempi morti. Con la HG 1003 ARs ci siamo invece portati in casa un impianto automatico che ritengo sia al top tecnologico del mercato per quanto concerne il discorso piegatura. Abbiamo capito fin da subito che poteva fare al caso nostro forti dell’esperienza fatta con l’altra cella di piegatura con robot cartesiano di cui disponiamo già da qualche anno.

Se notate, qua dentro ogni macchina rappresenta l’evoluzione della specie: dalla punzonatrice idraulica siamo passati a quella elettrica cui abbiamo affiancato la combinata; al laser CO2 abbiamo abbinato anche il laser fibra; dalle presse piegatrici tradizionali, ci siamo evoluti investendo da prima nella piegatura robotizzata con robot cartesiano, toccato con mano i vantaggi della piegatura con cambio utensili automatico e, infine, chiuso il cerchio (per il momento) con questa cella robotizzata di piegatura con robot antropomorfo e piegatrice ATC integrati.

Sulla HD-ATC continueremo a fare quei pezzi abbastanza grandi con pochissimi lotti mensili – tipo 20 codici ma da 3 pezzi l’uno – per cui è stata sviluppata mentre con la cella di piegatura Amada serviremo quei clienti che hanno produzioni medio grandi di particolari complesso (parliamo di lotti intorno al centinaio di pezzi) per cui garantisce un uso continuativo per lunghi periodi di tempo per la piegatura di parti con geometrie complicate senza dover variare continuamente al configurazione. Tutto ciò grazie al robot antropomorfo che si occupa del prelevamento del materiale, della sua gestione durante la piegatura e dello scarico del particolare piegato sul pallet corretto in modo totalmente autonomo”.


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